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I tumori della pelle

Dott. Mauro Schiavon
Pubblicato da dott. Mauro Schiavon in Chirurgia Ricostruttiva · 21 Luglio 2020
Tags: tumoridellapelle
I tumori che possono colpire la pelle sono numerosi. Di gran lunga più frequenti sono quelli cosiddetti “epiteliali” in quanto prendono origine da cellule epiteliali presenti nello strato più esterno della pelle, l’epidermide. Segnatamente, sono rappresentati dal Carcinoma Basocellulare (cd Basalioma) e dal Carcinoma Spinocellulare o Carcinoma Squamoso.
Accanto ad essi, con un’incidenza nettamente minore, troviamo il Melanoma tumore che origina dai Melanociti, cellule localizzate nell’epidermide deputati a produrre la Melanina, sostanza che protegge la cute dall’azione nociva dei raggi ultravioletti.
Approfondiremo di seguito il tema dei tumori epiteliali.
Carcinoma Basocellulare e Carcinoma Spinocellulare
Esempio di carcinoma basocellulare       Esempio di carcinoma spinocellulare
Il Carcinoma Basocellulare è di gran lunga il tumore della cute più frequente rappresentando circa il 70-80% di tutti i tumori cutanei e uno dei tumori più frequenti in assoluto. Il Carcinoma Spinocellulare rappresenta circa il 20-30% dei tumori della pelle.
Colpiscono prevalentemente, ma non solamente, i soggetti di sesso maschile dopo i 45/50 anni. L’età di comparsa negli ultimi decenni si sta abbassando sempre più con casi che coinvolgono anche soggetti sotto i 30 anni.
Fattori di Rischio
Queste neoplasie compaiono soprattutto, ma non solo, sulla pelle delle zone più esposte ai raggi ultravioletti come il volto, i padiglioni auricolari, il cuoio capelluto, il collo, le spalle. Sono stati identificati come fattori di rischio per questi tumori, oltre ai raggi ultravioletti, la presenza di una pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi, l’esposizione all’arsenico, a radiazioni ionizzanti. Inoltre, vi sono studi che evidenziano l’importanza, in senso negativo, di un sistema immunitario indebolito come accade dopo alcune terapie o alcune malattie.
Prevenzione
Le migliori forme di prevenzione sono un’attenta e misurata esposizione ai raggi ultravioletti, quindi al sole o agli apparecchi abbronzanti, e un’attenta sorveglianza della propria pelle.
È preferibile non esporsi al sole nelle ore centrali della giornata (all’incirca dalle 12.00 alle 16.00).
Esporsi sempre gradualmente e utilizzare creme foto-protettrici con alta gradazione di protezione. Evitare quindi le ustioni da sole soprattutto nell’infanzia quando la cute è più delicata.
Esaminare scrupolosamente la propria pelle in un ambiente molto illuminato facendosi aiutare da qualcuno per le parti non visibili o difficilmente valutabili.
Eseguire, almeno una volta all’anno, una visita Specialistica (Chirurgo Plastico o Dermatologo) per un attento esame della pelle.
Sintomi
Un ostacolo ad una diagnosi precoce è l’assenza di sintomi legati a questi tumori, soprattutto nelle fasi iniziali. Solo, talvolta, dopo una crescita rapida o il raggiungimento di dimensioni cospicue, possono attirare l’attenzione del portatore.
Il Carcinoma Basocellulare si presenta come una chiazza rosea, più o meno irregolare, a superficie ruvida, o come un nodulo di aspetto perlaceo o, in altri casi, come un’ulcerazione che non tende a guarire contornata da un caratteristico “orletto”. Molto raramente in questa fase sono presenti dolore o prurito.
Il Carcinoma Spinocellulare può avere aspetti molto diversi e presentarsi come un’ulcerazione più o meno profonda non tendente alla guarigione; come una lesione squamosa esfoliante; come un’area arrossata con presenza di croste; o con aspetto vegetante, simile ad una verruca.
Diagnosi
La diagnosi è inizialmente clinica. La storia della comparsa di una neoformazione cutanea che persiste e tende ad aumentare di volume, soprattutto in persone con le caratteristiche fisiche già menzionate (cute, occhi e capelli chiari), o la modifica evidente di una lesione preesistente, devono consigliare una visita Specialistica (Chirurgo Plastico o Dermatologo). L’aspetto, l’evoluzione e la storia clinica molto spesso sono sufficienti ad indirizzare la diagnosi che deve avvenire quanto più precocemente possibile dopo la comparsa.
Solo l’esame patologico dopo asportazione o dopo prelievo per biopsia consente però la diagnosi di certezza.
Evoluzione Spontanea
Se non trattati, entrambi questi tumori tendono ad aumentare di dimensioni, infiltrando i tessuti vicini, che saranno la cute nelle fasi iniziali ma tutti i tessuti, compreso l’osso, possono essere invasi, nel tempo, dalle cellule tumorali.
La principale differenza tra i due tumori, è data dalla possibilità del Carcinoma Squamoso di metastatizzare, cioè di diffondere cellule neoplastiche anche a distanza, come ad esempio nei linfonodi regionali, che drenano cioè la linfa dall’area in cui il tumore è comparso o in organi come il fegato o i polmoni. Il Carcinoma Basocellulare invece metastatizza solo eccezionalmente e tende piuttosto a diffondersi nei tessuti vicini alla sede di comparsa.
Trattamento
La terapia può essere diversa secondo lo stato di sviluppo del tumore (Stadio). Nelle fasi molto iniziali, quando il tumore è molto superficiale, può essere sufficiente un trattamento crioterapico, cioè la distruzione della neoplasia con le basse temperature (azoto liquido).
Sempre nelle primissime fasi, quindi con diagnosi molto precoci, anche un trattamento locale prolungato con una crema che stimoli il sistema immunitario contro il tumore come l’Imiquimod, può essere efficace.
Un’altra terapia incruenta è rappresentata dalla Terapia Fotodinamica che consiste nel trattamento del tessuto con un farmaco che, penetrando nelle cellule del tumore, le rende sensibili a certi tipi di luce come quella generata dall’apparecchiatura in questione che riesce a distruggere così il tumore.
Il trattamento di scelta rimane comunque l’asportazione chirurgica radicale della neoplasia. Questo intervento può essere eseguito ambulatorialmente, in semplice anestesia locale, nelle neoplasie più piccole e in fase precoce, o con anestesie più complesse per interventi più ampi e demolitivi, quando necessario.
Altri trattamenti quali la Radioterapia, sono riservati a specifici casi.
Follow-up
Dopo l’esecuzione di un intervento istologicamente radicale (cioè con la sicurezza che tutte le cellule tumorali sono state asportate) e gli eventuali esami di stadiazione, è necessario un programma di visite Specialistiche (almeno una volta all’anno) atte a seguire l’area operata per evidenziare al più presto un’eventuale ripresa della malattia e per sorvegliare tutta la cute corporea alla ricerca di neoformazioni sospette.



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